Dal 1996, siamo accanto a chi ha bisogno, ascoltando la comunità e costruendo ogni giorno, a Torino, una rete di cura, sostegno e protezione, perché nessuno debba affrontare da solo le difficoltà della vita.

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Aree di intervento

Coprogettazione con il DSM - 2026

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Storie di Zenith

Una bicicletta capovolta racconta sempre una storia.

Le ruote girano lentamente nel vuoto. Il telaio è sospeso a testa in giù, le mani si muovono sicure tra chiavi inglesi, camere d’aria e catene. Attorno, il brusio di un giardino che respira: bambini che corrono, vicini che si fermano, curiosi che rallentano il passo senza sapere bene perché. È una domenica di maggio e il quartiere Aurora […]

Storie di Zenith

Una bicicletta capovolta racconta sempre una storia.

 

Le ruote girano lentamente nel vuoto. Il telaio è sospeso a testa in giù, le mani si muovono sicure tra chiavi inglesi, camere d’aria e catene. Attorno, il brusio di un giardino che respira: bambini che corrono, vicini che si fermano, curiosi che rallentano il passo senza sapere bene perché.

È una domenica di maggio e il quartiere Aurora ha deciso di uscire all’aperto.

In mezzo a tutto questo ci sono Kathleen e Simone. Per mesi hanno frequentato il laboratorio […]

Le parole contano

Le parole che usiamo per raccontare la salute mentale costruiscono lo sguardo con cui la società la interpreta. Associare il disagio psichico alla violenza, usare termini come “raptus”, “folle” o “pazzo”, ridurre una persona alla sua diagnosi sono abitudini che alimentano stigma e distanza.

Comunicare in modo rispettoso non significa rinunciare alla cronaca, ma raccontarla con accuratezza, mettendo al centro la persona e non il suo disturbo. Dietro ogni diagnosi ci sono vite, relazioni, diritti e possibilità di cura.

Per questo condividiamo il Vademecum Informare sulla salute mentale, realizzato dall’Ordine dei Giornalisti, Rai per la Sostenibilità ESG e ASL Roma 2: uno strumento utile per chi comunica per professione, ma anche per ciascuno di noi. Le parole possono ferire, ma possono anche restituire dignità.

Le parole contano

Le parole che usiamo per raccontare la salute mentale costruiscono lo sguardo con cui la società la interpreta. Associare il disagio psichico alla violenza, usare termini come “raptus”, “folle” o “pazzo”, ridurre una persona alla sua diagnosi sono abitudini che alimentano stigma e distanza.

Comunicare in modo rispettoso non significa rinunciare alla cronaca, ma raccontarla con accuratezza, mettendo al centro la persona e non il suo disturbo. Dietro ogni diagnosi ci sono vite, relazioni, diritti e possibilità di cura.

Per questo condividiamo il Vademecum Informare sulla salute mentale, realizzato dall’Ordine dei Giornalisti, Rai per la Sostenibilità ESG e ASL Roma 2: uno strumento utile per chi comunica per professione, ma anche per ciascuno di noi. Le parole possono ferire, ma possono anche restituire dignità.

C'era una volta... io

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Tornando a noi

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