Da trent’anni Zenith cammina accanto alle persone che attraversano momenti di fragilità, costruendo percorsi che mettono al centro autonomia, dignità e possibilità.

In questi anni sono cambiati i bisogni, i servizi, i quartieri e le persone che hanno condiviso un tratto di strada con noi. Quello che è rimasto lo stesso è il modo in cui scegliamo di esserci: ascoltare, costruire relazioni e trasformare la cura in opportunità di crescita.

Il trentesimo anniversario è l’occasione per ripercorrere questa storia e guardare al futuro con la stessa convinzione con cui siamo partiti nel 1996.


Da trent’anni Zenith cammina accanto alle persone che attraversano momenti di fragilità, costruendo percorsi che mettono al centro autonomia, dignità e possibilità.

In questi anni sono cambiati i bisogni, i servizi, i quartieri e le persone che hanno condiviso un tratto di strada con noi. Quello che è rimasto lo stesso è il modo in cui scegliamo di esserci: ascoltare, costruire relazioni e trasformare la cura in opportunità di crescita.

Il trentesimo anniversario è l’occasione per ripercorrere questa storia e guardare al futuro con la stessa convinzione con cui siamo partiti nel 1996.

Bilancio Sociale 2025

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Aree di intervento

Coprogettazione con il DSM - 2026

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Racconti che restano

1996-2026. Trent'anni di relazioni

Mettiamo su Casa! (2021-2022)

Quando abitare significa diventare parte di un luogo

Una lampada, un tavolo, le tende, un elettrodomestico. Quando si entra in una casa nuova, prima o poi bisogna scegliere. Sembrano decisioni piccole, quasi insignificanti, eppure raccontano qualcosa di importante: quello spazio sta cominciando ad appartenerci. 

Possiamo decidere come viverlo, prendercene cura, farlo assomigliare un po’ di più alla vita che vorremmo costruire. Per una persona che arriva in Italia dopo un percorso migratorio, raggiungere questo punto può richiedere molto tempo  […]

Racconti che restano | 1996-2026. Trent'anni di relazioni

Mettiamo su Casa! (2021-2022)

Quando la creatività apre possibilità

Una lampada, un tavolo, le tende, un elettrodomestico. Quando si entra in una casa nuova, prima o poi bisogna scegliere. Sembrano decisioni piccole, quasi insignificanti, eppure raccontano qualcosa di importante: quello spazio sta cominciando ad appartenerci. 

Possiamo decidere come viverlo, prendercene cura, farlo assomigliare un po’ di più alla vita che vorremmo costruire. Per una persona che arriva in Italia dopo un percorso migratorio, raggiungere questo punto può richiedere molto tempo. L’accoglienza offre una risposta fondamentale ai bisogni immediati, ma prima o poi arriva un passaggio più difficile: costruire una vita autonoma nel luogo in cui si […]

Le parole contano

Le parole che usiamo per raccontare la salute mentale costruiscono lo sguardo con cui la società la interpreta. Associare il disagio psichico alla violenza, usare termini come “raptus”, “folle” o “pazzo”, ridurre una persona alla sua diagnosi sono abitudini che alimentano stigma e distanza.

Comunicare in modo rispettoso non significa rinunciare alla cronaca, ma raccontarla con accuratezza, mettendo al centro la persona e non il suo disturbo. Dietro ogni diagnosi ci sono vite, relazioni, diritti e possibilità di cura.

Per questo condividiamo il Vademecum Informare sulla salute mentale, realizzato dall’Ordine dei Giornalisti, Rai per la Sostenibilità ESG e ASL Roma 2: uno strumento utile per chi comunica per professione, ma anche per ciascuno di noi. Le parole possono ferire, ma possono anche restituire dignità.

Le parole contano

Le parole che usiamo per raccontare la salute mentale costruiscono lo sguardo con cui la società la interpreta. Associare il disagio psichico alla violenza, usare termini come “raptus”, “folle” o “pazzo”, ridurre una persona alla sua diagnosi sono abitudini che alimentano stigma e distanza.

Comunicare in modo rispettoso non significa rinunciare alla cronaca, ma raccontarla con accuratezza, mettendo al centro la persona e non il suo disturbo. Dietro ogni diagnosi ci sono vite, relazioni, diritti e possibilità di cura.

Per questo condividiamo il Vademecum Informare sulla salute mentale, realizzato dall’Ordine dei Giornalisti, Rai per la Sostenibilità ESG e ASL Roma 2: uno strumento utile per chi comunica per professione, ma anche per ciascuno di noi. Le parole possono ferire, ma possono anche restituire dignità.

C'era una volta... io

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Tornando a noi

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