Da trent’anni Zenith cammina accanto alle persone che attraversano momenti di fragilità, costruendo percorsi che mettono al centro autonomia, dignità e possibilità.

In questi anni sono cambiati i bisogni, i servizi, i quartieri e le persone che hanno condiviso un tratto di strada con noi. Quello che è rimasto lo stesso è il modo in cui scegliamo di esserci: ascoltare, costruire relazioni e trasformare la cura in opportunità di crescita.

Il trentesimo anniversario è l’occasione per ripercorrere questa storia e guardare al futuro con la stessa convinzione con cui siamo partiti nel 1996.


Da trent’anni Zenith cammina accanto alle persone che attraversano momenti di fragilità, costruendo percorsi che mettono al centro autonomia, dignità e possibilità.

In questi anni sono cambiati i bisogni, i servizi, i quartieri e le persone che hanno condiviso un tratto di strada con noi. Quello che è rimasto lo stesso è il modo in cui scegliamo di esserci: ascoltare, costruire relazioni e trasformare la cura in opportunità di crescita.

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Racconti che restano

1996-2026. Trent'anni di relazioni

Rileggere il passato per progettare il presente

Durante l’estate siamo tornati su alcune esperienze della storia di Zenith per capire che cosa possono ancora insegnarci oggi. Rileggere un progetto concluso può aiutare a riconoscere bisogni che ritornano, cambiamenti nei contesti, intuizioni da rimettere alla prova e domande che continuano a riguardarci.

Con Racconti che restano abbiamo provato a fare proprio questo: mettere in relazione ciò che abbiamo imparato allora con quello che osserviamo oggi, per orientare meglio le domande e le scelte dei progetti futuri.

Racconti che restano | 1996-2026. Trent'anni di relazioni

Rileggere il passato per progettare il presente

Durante l’estate siamo tornati su alcune esperienze della storia di Zenith per capire che cosa possono ancora insegnarci oggi. Rileggere un progetto concluso può aiutare a riconoscere bisogni che ritornano, cambiamenti nei contesti, intuizioni da rimettere alla prova e domande che continuano a riguardarci.

Con Racconti che restano abbiamo provato a fare proprio questo: mettere in relazione ciò che abbiamo imparato allora con quello che osserviamo oggi, per orientare meglio le domande e le scelte dei progetti futuri.

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Le parole contano

Le parole che usiamo per raccontare la salute mentale costruiscono lo sguardo con cui la società la interpreta. Associare il disagio psichico alla violenza, usare termini come “raptus”, “folle” o “pazzo”, ridurre una persona alla sua diagnosi sono abitudini che alimentano stigma e distanza.

Comunicare in modo rispettoso non significa rinunciare alla cronaca, ma raccontarla con accuratezza, mettendo al centro la persona e non il suo disturbo. Dietro ogni diagnosi ci sono vite, relazioni, diritti e possibilità di cura.

Per questo condividiamo il Vademecum Informare sulla salute mentale, realizzato dall’Ordine dei Giornalisti, Rai per la Sostenibilità ESG e ASL Roma 2: uno strumento utile per chi comunica per professione, ma anche per ciascuno di noi. Le parole possono ferire, ma possono anche restituire dignità.

Le parole contano

Le parole che usiamo per raccontare la salute mentale costruiscono lo sguardo con cui la società la interpreta. Associare il disagio psichico alla violenza, usare termini come “raptus”, “folle” o “pazzo”, ridurre una persona alla sua diagnosi sono abitudini che alimentano stigma e distanza.

Comunicare in modo rispettoso non significa rinunciare alla cronaca, ma raccontarla con accuratezza, mettendo al centro la persona e non il suo disturbo. Dietro ogni diagnosi ci sono vite, relazioni, diritti e possibilità di cura.

Per questo condividiamo il Vademecum Informare sulla salute mentale, realizzato dall’Ordine dei Giornalisti, Rai per la Sostenibilità ESG e ASL Roma 2: uno strumento utile per chi comunica per professione, ma anche per ciascuno di noi. Le parole possono ferire, ma possono anche restituire dignità.

C'era una volta... io

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Tornando a noi

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Ogni mese, apriamo una finestra su storie di cura, presenza e piccoli cambiamenti quotidiani.

Notizie gentili e informazioni utili nate nei quartieri, dai nostri progetti, da chi lavora ogni giorno con la gente per il bene comune.

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