Da trent’anni Zenith cammina accanto alle persone che attraversano momenti di fragilità, costruendo percorsi che mettono al centro autonomia, dignità e possibilità.
In questi anni sono cambiati i bisogni, i servizi, i quartieri e le persone che hanno condiviso un tratto di strada con noi. Quello che è rimasto lo stesso è il modo in cui scegliamo di esserci: ascoltare, costruire relazioni e trasformare la cura in opportunità di crescita.
Il trentesimo anniversario è l’occasione per ripercorrere questa storia e guardare al futuro con la stessa convinzione con cui siamo partiti nel 1996.
Da trent’anni Zenith cammina accanto alle persone che attraversano momenti di fragilità, costruendo percorsi che mettono al centro autonomia, dignità e possibilità.
In questi anni sono cambiati i bisogni, i servizi, i quartieri e le persone che hanno condiviso un tratto di strada con noi. Quello che è rimasto lo stesso è il modo in cui scegliamo di esserci: ascoltare, costruire relazioni e trasformare la cura in opportunità di crescita.
Il trentesimo anniversario è l’occasione per ripercorrere questa storia e guardare al futuro con la stessa convinzione con cui siamo partiti nel 1996.
A Casa si Può
A volte basta un aiuto in casa. Altre volte serve un sostegno più specifico, per sé o per una persona cara.
A Casa si Può offre a Torino servizi domiciliari con colf, operatori sociosanitari ed educatori professionali, organizzati in base alle esigenze della persona e della famiglia. Un unico referente, professionisti qualificati e la tranquillità di un servizio gestito interamente da Zenith.
Scopri A Casa si Può e trova la soluzione più adatta alle tue esigenze.
A Casa si Può
A volte basta un aiuto in casa. Altre volte serve un sostegno più specifico, per sé o per una persona cara.
A Casa si Può offre a Torino servizi domiciliari con colf, operatori sociosanitari ed educatori professionali, organizzati in base alle esigenze della persona e della famiglia. Un unico referente, professionisti qualificati e la tranquillità di un servizio gestito interamente da Zenith.
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Aree di intervento
Coprogettazione con il DSM - 2026
5x1000
Progetti in evidenza
#ZonaDiConfine
In Zenith crediamo che il benessere nasca dalle relazioni e dalla vicinanza nella vita quotidiana.
In questa sezione è possibile effettuare la preiscrizione al corso di Pilates posturale over 65, dedicato a chi desidera mantenersi attivo, migliorare mobilità ed equilibrio e condividere un momento settimanale di benessere e socialità. Gli incontri si svolgeranno il martedì a Mari House; la data di avvio sarà comunicata non appena definita.
Qui sotto trovi il link per ascoltare live (o in podcast) Zona di Confine, la trasmissione web radio che - da 10 anni - realizziamo insieme a un affiatato gruppo di utenti del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Città di Torino: tanti temi, tra divulgazione e sana follia.
Quest'estate ti accompagniamo in vacanza con un mare di puntate tutte da ascoltare in riva al mare, in compagnia dello sciabordio delle onde!
Aree di intervento
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5x1000
Progetti in evidenza
In Zenith crediamo che il benessere nasca dalle relazioni e dalla vicinanza nella vita quotidiana.
In questa sezione è possibile effettuare la preiscrizione al corso di Pilates posturale over 65, dedicato a chi desidera mantenersi attivo, migliorare mobilità ed equilibrio e condividere un momento settimanale di benessere e socialità. Gli incontri si svolgeranno il martedì a Mari House; la data di avvio sarà comunicata non appena definita.
#ZonaDiConfine
Qui sotto trovi il link per ascoltare live (o in podcast) Zona di Confine, la trasmissione web radio che - da 10 anni - realizziamo insieme a un affiatato gruppo di utenti del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Città di Torino: tanti temi, tra divulgazione e sana follia.
Quest'estate ti accompagniamo in vacanza con un mare di puntate tutte da ascoltare in riva al mare, in compagnia dello sciabordio delle onde!
Racconti che restano
1996-2026. Trent'anni di relazioni
Rileggere il passato per progettare il presente
Durante l’estate siamo tornati su alcune esperienze della storia di Zenith per capire che cosa possono ancora insegnarci oggi. Rileggere un progetto concluso può aiutare a riconoscere bisogni che ritornano, cambiamenti nei contesti, intuizioni da rimettere alla prova e domande che continuano a riguardarci.
Con Racconti che restano abbiamo provato a fare proprio questo: mettere in relazione ciò che abbiamo imparato allora con quello che osserviamo oggi, per orientare meglio le domande e le scelte dei progetti futuri.
Racconti che restano | 1996-2026. Trent'anni di relazioni
Rileggere il passato per progettare il presente
Durante l’estate siamo tornati su alcune esperienze della storia di Zenith per capire che cosa possono ancora insegnarci oggi. Rileggere un progetto concluso può aiutare a riconoscere bisogni che ritornano, cambiamenti nei contesti, intuizioni da rimettere alla prova e domande che continuano a riguardarci.
Con Racconti che restano abbiamo provato a fare proprio questo: mettere in relazione ciò che abbiamo imparato allora con quello che osserviamo oggi, per orientare meglio le domande e le scelte dei progetti futuri.
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Le parole contano
Le parole che usiamo per raccontare la salute mentale costruiscono lo sguardo con cui la società la interpreta. Associare il disagio psichico alla violenza, usare termini come “raptus”, “folle” o “pazzo”, ridurre una persona alla sua diagnosi sono abitudini che alimentano stigma e distanza.
Comunicare in modo rispettoso non significa rinunciare alla cronaca, ma raccontarla con accuratezza, mettendo al centro la persona e non il suo disturbo. Dietro ogni diagnosi ci sono vite, relazioni, diritti e possibilità di cura.
Per questo condividiamo il Vademecum Informare sulla salute mentale, realizzato dall’Ordine dei Giornalisti, Rai per la Sostenibilità ESG e ASL Roma 2: uno strumento utile per chi comunica per professione, ma anche per ciascuno di noi. Le parole possono ferire, ma possono anche restituire dignità.
Le parole contano
Le parole che usiamo per raccontare la salute mentale costruiscono lo sguardo con cui la società la interpreta. Associare il disagio psichico alla violenza, usare termini come “raptus”, “folle” o “pazzo”, ridurre una persona alla sua diagnosi sono abitudini che alimentano stigma e distanza.
Comunicare in modo rispettoso non significa rinunciare alla cronaca, ma raccontarla con accuratezza, mettendo al centro la persona e non il suo disturbo. Dietro ogni diagnosi ci sono vite, relazioni, diritti e possibilità di cura.
Per questo condividiamo il Vademecum Informare sulla salute mentale, realizzato dall’Ordine dei Giornalisti, Rai per la Sostenibilità ESG e ASL Roma 2: uno strumento utile per chi comunica per professione, ma anche per ciascuno di noi. Le parole possono ferire, ma possono anche restituire dignità.



















