Danza movimento terapia e salute mentale: quando il corpo trova spazio
C’è stato un momento, questa mattina, in cui la sala conferenze della Biblioteca Civica Italo Calvino ha cambiato forma. Tavoli e sedie sono stati spostati con cura, creando uno spazio vuoto pronto ad accogliere passi, respiri e movimenti. Un gesto semplice, quasi preparatorio, che già raccontava ciò che stava per accadere: fare spazio.
Alle 10 in punto, diciassette persone (su ventuno iscritti) hanno varcato la soglia della sala. Il più giovane aveva 25 anni, i più anziani oltre 65. Età diverse, percorsi di vita differenti, ma una stessa disponibilità a mettersi in ascolto.
L’attività, realizzata in coprogettazione con il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Città di Torino, è aperta sia agli utenti dei servizi sia alla cittadinanza. Una scelta tutt’altro che casuale: creare contesti condivisi significa favorire incontri autentici e contribuire, con naturalezza, a scardinare quelle distanze che troppo spesso alimentano lo stigma legato alla sofferenza psichica.
Quando le persone si muovono nello stesso spazio, senza etichette, accade qualcosa di semplice e potente: le differenze smettono di essere barriere e diventano parte della trama comune.
A guidare il gruppo Roberto, danzaterapeuta professionista e volto familiare per molti partecipanti che negli anni hanno preso parte ai laboratori promossi da Zenith (in particolare all’interno dei progetti Prometeo e Correre Controvento). Con parole accoglienti e accessibili, ha introdotto i nuovi arrivati ai principi della danza movimento terapia, spiegando come il corpo possa diventare strumento di espressione, relazione e consapevolezza.
Poi, lentamente, lo spazio ha iniziato ad animarsi. All’inizio con movimenti appena accennati, quasi timidi. Poi con gesti più ampi, sguardi che si incontravano, sorrisi trattenuti che diventavano spontanei. Senza performance da raggiungere né passi da imparare, solo la possibilità di abitare il proprio corpo, ciascuno secondo il proprio ritmo.
Per un’ora, la biblioteca è diventata un luogo diverso, non solo spazio di studio e silenzio ma ambiente vivo, attraversato da presenze attente e da un’energia condivisa.
Non è un dettaglio che tutto questo sia avvenuto proprio in una biblioteca pubblica, uno dei luoghi più accessibili e democratici della città. Portare qui un’attività come la danza movimento terapia significa affermare, in modo concreto, che il benessere è un tema che riguarda l’intera comunità e che la salute mentale può e deve trovare spazio anche nella quotidianità dei luoghi che abitiamo.
Questo primo incontro inaugura un percorso che proseguirà ogni venerdì dalle 10 alle 11 fino al 3 aprile, per un totale di nove appuntamenti. Un tempo dedicato alla scoperta del movimento come risorsa di benessere, capace di generare connessioni, rafforzare il senso di presenza e favorire nuove forme di prossimità.
Contrastare lo stigma non significa soltanto parlarne, significa creare occasioni in cui le persone possano incontrarsi davvero, riconoscersi e condividere esperienze in un contesto aperto e non giudicante. A volte basta spostare qualche sedia per accorgersi che lo spazio necessario era già lì. Bisognava solo permettergli di esistere.

