Capitoli di comunità

L'archivio dei progetti conclusi

“Capitoli di comunità” è lo spazio in cui custodiamo la memoria viva dei progetti che Zenith ha realizzato nel corso degli anni. Qui trovate storie, immagini e testimonianze di iniziative che hanno contribuito a costruire legami, rispondere a bisogni e generare nuove possibilità sul territorio. Un archivio aperto per ricordare ciò che siamo stati, condividere buone pratiche e continuare a immaginare insieme i prossimi capitoli della nostra comunità.

Promosso dal Dipartimento Servizi Sociali, Socio Sanitari e Abitativi della Città di Torino, con il supporto della Regione Piemonte e la collaborazione di Zenith, Correre Controvento – Prometeo 2.0 è stato un progetto sperimentale dedicato alla promozione dell’invecchiamento attivo e al sostegno di chi si prende cura degli altri.

Rivolto in particolare ai caregiver over 65 — spesso impegnati quotidianamente nell’assistenza a familiari anziani — il progetto ha posto attenzione anche ai loro bisogni di ascolto, riconoscimento e supporto, offrendo spazi in cui potersi fermare, condividere esperienze e alleggerire il senso di isolamento legato al lavoro di cura.

In una città come Torino, dove oltre un quarto della popolazione ha più di 65 anni, Correre Controvento ha rappresentato un’occasione concreta di sollievo, consapevolezza e scambio, contribuendo a restituire valore e fiducia a chi affronta ogni giorno la complessità della cura.

Realizzato tra marzo e settembre 2024, il progetto ha proposto attività gratuite diffuse su tutto il territorio cittadino, tra cui:

  • Un caffè con la psicologa — incontri in contesti informali per condividere emozioni, difficoltà e vissuti quotidiani.

  • Aikido dolce — pratiche di movimento lento e respirazione consapevole per sciogliere le tensioni e risvegliare l’energia vitale.

  • Meditazione e consapevolezza corporea — momenti dedicati all’ascolto di sé e al racconto della propria esperienza in un clima non giudicante.

  • Una piattaforma online dedicata — uno spazio digitale per informarsi, accedere a risorse utili e favorire lo scambio tra caregiver.

  • Sportello d’Argento — servizio di ascolto, informazione e orientamento rivolto a caregiver e familiari.

Attraverso queste azioni, Correre Controvento ha rafforzato le reti di prossimità e promosso una cultura della cura più attenta anche a chi, ogni giorno, sostiene gli altri. L’esperienza ha contribuito a orientare lo sviluppo di nuove iniziative dedicate ai caregiver.

Progetto promosso dalla Città di Torino con il supporto della Regione Piemonte, in collaborazione con Zenith.

Ecco alcune immagini dalle attività proposte ai caregiver over 65

N.O.I. è stato un progetto di accoglienza integrata, accompagnamento e inclusione sociale rivolto a dieci richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria presenti sul territorio della Città Metropolitana di Torino e collocati in insediamenti informali.

Ispirato al modello di Accoglienza Integrata del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, il progetto ha promosso percorsi personalizzati orientati alla progressiva riconquista dell’autonomia. L’intervento ha affiancato alla risposta ai bisogni materiali di base un lavoro costante di inclusione sociale, sostenendo le persone accolte nella progettazione attiva del proprio futuro.

Attraverso azioni di accompagnamento e supporto, N.O.I. ha contribuito a creare condizioni più stabili di vita e a favorire processi di partecipazione alla comunità locale, rafforzando opportunità di integrazione sociale e abitativa.

L’esperienza ha rappresentato un tassello significativo nell’impegno della cooperativa per la costruzione di contesti più accoglienti e inclusivi.

Obiettivi:

  • garantire accoglienza e alloggio ai beneficiari del progetto, secondo l’approccio dell’accoglienza integrata;
  • promuovere l’inserimento sociale dei beneficiari del progetto, a partire della messa in luce delle competenze del singolo, valorizzandole a vantaggio della crescita personale e di tutta la comunità cittadina di riferimento, al fine di promuovere un percorso di cittadinanza attiva;
  • supportare l’inserimento professionale sia per coloro che sono arrivati in Italia senza progetti professionali definiti, sia per coloro che hanno avuto esperienze lavorative in specifici ambiti, e per questo vogliono migliorare le proprie competenze professionali seguendo una formazione ad hoc;
  • Creare le condizioni per un’autonomia abitativa stabile all’uscita dal progetto, favorendo l’accesso a un’abitazione autonoma, adeguata alle proprie esigenze e decorosa.

 

Il progetto N.O.I. è finanziato con i fondi a valere sulla quota dell’Otto per Mille IRPEF a diretta gestione statale.

A Casa di Pepe è stato un progetto ideato e realizzato da Zenith grazie al finanziamento di alcune importanti Fondazioni private nazionali, con l’obiettivo di promuovere percorsi di autonomia abitativa e opportunità di inserimento lavorativo per persone con disabilità.

Il progetto si è sviluppato principalmente in due sedi: gli spazi di via Giuria 30, dedicati alle attività laboratoriali, e l’appartamento di corso Francia 103, pensato come luogo in cui sperimentare concretamente la dimensione dell’abitare e la possibilità di sentirsi, davvero, a casa.

Affiancate dagli operatori della cooperativa, le persone coinvolte hanno potuto rafforzare competenze relazionali, manuali e abitative attraverso esperienze quotidiane orientate alla crescita personale e all’autonomia.

Grazie al sostegno delle Fondazioni che ne hanno reso possibile la realizzazione, il progetto ha inoltre offerto periodi di tirocinio accompagnato e retribuito presso realtà aziendali della Città Metropolitana di Torino, favorendo l’acquisizione di competenze professionali e nuove opportunità di inclusione.

L’esperienza ha contribuito a consolidare l’impegno della cooperativa nel sostenere percorsi di vita autonoma e partecipata, riconoscendo il valore delle capacità di ogni persona.

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Mettiamo su casa – Autonomia abitativa per richiedenti asilo a Torino è stato un progetto nato dalla consapevolezza che, per chi proviene da situazioni di emarginazione o povertà, avere un luogo da chiamare “casa” può rappresentare una svolta decisiva nel proprio percorso di vita.

L’iniziativa ha offerto a persone straniere in condizione di bisogno, provenienti dalla rete dei servizi della cooperativa, concrete opportunità di autonomia abitativa, accompagnandole nella costruzione di spazi di vita dignitosi, accoglienti e capaci di sostenere un nuovo inizio.

Il progetto ha posto attenzione non solo alla dimensione dell’abitare, ma anche alla qualità delle relazioni di vicinato, favorendo percorsi di conoscenza reciproca, condivisione delle proprie storie e partecipazione alla vita del quartiere.

Una particolare cura è stata inoltre dedicata al benessere psicologico dei beneficiari, riconosciuto come elemento imprescindibile per sostenere un cammino di autonomia stabile e consapevole.

Attraverso queste azioni, Mettiamo su casa ha contribuito a promuovere senso di appartenenza — alla propria casa, al quartiere e alla comunità — rafforzando le condizioni per un’inclusione autentica e duratura.

Il progetto si è ispirato all’approccio dell’accoglienza integrata, ponendo al centro il riconoscimento della dignità e del protagonismo delle persone accolte e accompagnandole nella progettazione autonoma della propria vita.

Tappa fondamentale del percorso è stato l’affiancamento nell’acquisizione delle competenze necessarie alla gestione della quotidianità domestica: dalla cura degli spazi alla preparazione dei pasti, dal rispetto delle regole condominiali alla gestione delle risorse economiche, fino allo sviluppo di capacità relazionali utili ad affrontare la convivenza e prevenire eventuali conflitti.

A questo primo passaggio è seguita la ricerca di un’abitazione stabile, sostenuta dagli operatori della cooperativa che hanno accompagnato i beneficiari nell’individuazione dell’alloggio e nella sua progressiva personalizzazione, favorendo la costruzione di un ambiente accogliente e realmente abitabile.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al positivo inserimento nella comunità locale — un processo graduale, fondato sulla possibilità di costruire relazioni, riconoscere punti di riferimento formali e informali e partecipare attivamente alla vita del quartiere e della città.

In questa prospettiva, il progetto ha promosso la partecipazione a esperienze di Living Library, occasioni di incontro e narrazione reciproca capaci di favorire il dialogo interculturale e contribuire al superamento dei pregiudizi legati alle differenze di origine, genere, abilità o credo.

Il percorso è stato inoltre affiancato da un servizio di supporto psicologico dedicato, pensato per sostenere le persone nei momenti di maggiore fragilità e accompagnarle con maggiore consapevolezza nel cammino verso l’autonomia.

Aggiungi un pasto a tavola è stato un progetto solidale nato dall’iniziativa di commercianti e cittadini dei quartieri Parella e Pozzo Strada e coordinato da Zenith, con l’obiettivo di portare un pasto caldo alle persone del territorio che si trovavano in condizioni di fragilità socio-economica.

I pasti, preparati dal Bar Acquamarina di corso Francia 282, venivano donati con regolarità e consegnati a domicilio — con cadenza settimanale o quindicinale — grazie all’impegno dei volontari coordinati dalla cooperativa.

Il progetto ha perseguito un duplice obiettivo: offrire un aiuto concreto accompagnato da una presenza attenta e partecipe, e promuovere un modello di solidarietà comunitaria capace di attivare la rete di prossimità e di ispirare esperienze replicabili in altri contesti cittadini.

La rete territoriale coinvolta ha riunito 41 realtà tra negozi, parrocchie, volontari, donatori, servizi sociali e cittadini, dando vita a un’alleanza spontanea e generativa.

Anche nel 2024 Bruno e Gabriele — rispettivamente proprietario e cuoco del Bar Acquamarina — hanno messo a disposizione tempo, risorse e competenze, contribuendo a rendere possibile la donazione dei pasti insieme ai volontari coordinati da Zenith.

Nel corso dell’anno, 18 persone hanno ricevuto un pasto caldo con consegna quindicinale, mentre altre 6 hanno potuto ritirarlo ogni sabato direttamente presso il bar, per un totale di 330 pasti distribuiti.

L’esperienza ha rafforzato i legami di comunità, dimostrando come la collaborazione tra cittadini, attività locali e terzo settore possa generare risposte concrete ai bisogni del territorio.

Avviato nel marzo 2023 e finanziato con il contributo dell’otto per mille della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Rif. pratica AR-93/20), Controcorrente ha offerto supporto informativo, psicologico e legale a persone migranti e richiedenti asilo attraverso uno sportello attivo presso la Portineria di comunità “Lo Spaccio di Cultura”, in via Alessandria 8/A a Torino.

Il progetto si è fondato sul lavoro di un’équipe multidisciplinare composta da operatori sociali, mediatore culturale, psicologo esperto in migrazioni internazionali e avvocato specializzato in diritto dell’immigrazione, coordinati da un responsabile tecnico e affiancati dalla collaborazione di realtà del territorio, tra cui Refugees Welcome Italia.

A partire da ottobre 2023 sono stati attivati due sportelli specialistici — legale e psicologico — che, nei mesi successivi, hanno accolto 25 nuovi utenti: richiedenti asilo in attesa di formalizzare la domanda e titolari di protezione impegnati nel rinnovo dei permessi o nell’avvio del percorso verso la cittadinanza.

Il progetto ha intercettato persone provenienti principalmente dal Perù, ma anche da Costa d’Avorio, Tunisia e Nigeria, molte delle quali vivevano in condizioni di grave vulnerabilità abitativa e con accesso limitato ai servizi essenziali, tra difficoltà nell’apprendimento della lingua, nell’inserimento lavorativo e nell’ingresso nel sistema di accoglienza.

Gli operatori hanno accompagnato i beneficiari nei percorsi di tutela, dialogando con Questura e Prefettura per facilitare l’accesso alla protezione internazionale o l’inserimento nei Centri di Accoglienza Straordinaria, spesso già saturi.

Parallelamente, Controcorrente ha promosso un’azione di sensibilizzazione sul fenomeno migratorio attraverso una call to action pubblica e un incontro aperto alla cittadinanza, favorendo una riflessione condivisa sui rischi della disinformazione e sull’importanza di una cultura dei diritti.

Conclusosi nel marzo 2024 dopo un anno di attività continuativa, il progetto ha orientato e sostenuto decine di persone migranti, contribuendo a ridurre le fragilità presenti nel sistema locale e rafforzando pratiche di accoglienza più consapevoli e inclusive.

L’esperienza ha confermato il valore di un approccio integrato capace di coniugare tutela, accompagnamento e impegno civico.

Un percorso integrato per il benessere e l’inclusione sociale

Avviato nel maggio 2019, il progetto Crisalide ha rappresentato una delle esperienze più articolate e inclusive promosse da Zenith a favore di persone con disagio psichico, cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale accolti nei CAS gestiti dalla cooperativa, e della cittadinanza torinese in generale.

Realizzato in sinergia con il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Città di Torino e la cooperativa Il Punto, Crisalide ha promosso un’idea di welfare di comunità, attivando reti territoriali e valorizzando spazi non istituzionali per favorire il protagonismo delle persone.

Il progetto si è articolato in quattro moduli principali:

  • Rapporti con il territorio, con la creazione di un tavolo di coordinamento e incontri di selezione dei destinatari;

  • Benessere e socializzazione, con laboratori espressivi (riciclo design, teatro dell’oppresso, falegnameria), attività all’aperto come il social trekking, e la realizzazione di una Living Library;

  • Formazione e lavoro, con 42 bilanci di competenze, l’attivazione di 16 tirocini (10 con Il Punto e 6 con Zenith) per un totale di 9.131 ore, e 4 percorsi di accompagnamento al lavoro, che hanno portato a 2 contratti a tempo indeterminato, 1 determinato e 2 proroghe di tirocinio;

  • Integrazione, con percorsi individuali e collettivi rivolti a cittadini stranieri con vulnerabilità psichica, grazie alla collaborazione con Fondazione Mamre e Associazione Frantz Fanon, e la formazione in etnopsichiatria per 6 operatori Zenith, con 10 incontri di supervisione.

Nel complesso, il progetto ha raggiunto 83 partecipanti effettivi, coinvolgendo oltre 100 cittadini nei diversi laboratori, percorsi formativi, attività sociali e culturali.

Così come ci pare

Un concorso policreativo per raccontarsi ai tempi del lockdown

Nel cuore del progetto Crisalide è nato Così come ci pare, un concorso artistico aperto a tutti, pensato per trasformare la distanza e l’isolamento del lockdown in un’occasione di espressione, leggerezza e condivisione.

Dal disegno alla scrittura, dalla fotografia ai video girati col cellulare, ogni forma creativa è stata accolta con curiosità e ironia. L’invito? Raccontare un gesto, un oggetto, un’idea o un’abitudine nati in quei giorni insoliti, in cui la quotidianità ha preso strade nuove.

Oltre 600 voti online hanno decretato i vincitori tra decine di opere in gara, premiate l’8 ottobre 2020 in diretta radio nella trasmissione Zona di Confine. Un modo diverso per restare in relazione, anche a distanza.

Gottardo Homing

Soluzione abitativa temporanea per famiglie in difficoltà economica e sociale

Progetto realizzato in collaborazione con Città di Torino – Area 4 – reti territoriali per l’abitare, abitare sociale e accoglienza solidale

Realizzato a Torino, nel quartiere Regio Parco, Gottardo Homing ha offerto una soluzione abitativa temporanea a un nucleo familiare in comprovate condizioni di fragilità economica e sociale. L’appartamento di via Gottardo, in grado di accogliere fino a cinque persone, ha rappresentato uno spazio sicuro da cui ripartire in un momento di particolare vulnerabilità.

Il progetto è nato in risposta alle problematiche legate alla povertà e all’emergenza abitativa che, negli ultimi anni, hanno assunto in città caratteristiche sempre più strutturali, coinvolgendo una fascia ampia e diversificata di popolazione improvvisamente esposta a condizioni di instabilità economica e sociale.

Accanto all’accoglienza abitativa, Gottardo Homing ha garantito un accompagnamento sociale calibrato sulle reali necessità del nucleo ospitato, attraverso percorsi personalizzati di inclusione e di ricostruzione — o rafforzamento — della rete di coesione sociale. L’intervento ha contribuito a sostenere i beneficiari nel loro cammino verso un’autonomia più stabile e sostenibile, lasciando in eredità un’esperienza significativa nel lavoro di contrasto alla vulnerabilità abitativa.

Obiettivi del progetto

  • Fornire una risposta, immediata e di carattere temporaneo, alla necessità abitative di nuclei famigliari in situazione di difficoltà (a causa di sfratto o ordinanze di sgombero per inagibilità contro famiglie a basso reddito oppure casi sociali che impongono interventi immediati oppure ancora progetti di reinserimento sociale che richiedono sistemazioni abitative momentanee);
  • offrire, in integrazione alla soluzione abitativa temporanea, servizi integrati di accompagnamento sociale.
  • Gli operatori che hanno lavorato al progetto hanno assunto il ruolo di “volano” delle risorse reperibili sul territorio cittadino, in particolare per quanto riguarda:
    1. Orientamento e accesso ai servizi socioassistenziali e sociosanitari del territorio
    2. Istruzione, formazione e riqualificazione professionale
    3. Orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo
    4. Orientamento e accompagnamento all’inserimento abitativo
    5. Orientamento e tutela amministrativa, legale e finanziaria
    6. Tutela psico-socio-sanitaria

Aurora Children Lab

Un ponte tra la famiglia e la scuola nel quartiere Aurora

Aurora Children Lab è stato un progetto nato dalla collaborazione tra Zenith e l’associazione Panafricando, rivolto a bambini e ragazzi con background migratorio frequentanti le scuole primarie e secondarie del quartiere Aurora e alle loro famiglie.

L’iniziativa ha accompagnato genitori e figli in un percorso di inclusione nella vita del quartiere, favorendo la costruzione di una rete di relazioni capace di rafforzare il senso di appartenenza alla comunità locale.

Il progetto ha offerto supporto educativo e didattico agli studenti, affiancando le famiglie nel dialogo con insegnanti ed educatori e contribuendo a creare condizioni più favorevoli per il successo formativo dei minori.

Tra le attività proposte: supporto scolastico, laboratori di lettura ed espressione creativa — dalla musica alla fotografia — e percorsi dedicati alla promozione di un uso consapevole dei social media.

Un’attenzione particolare è stata riservata anche ai genitori, accompagnati da educatori con competenze antropologiche nei momenti di confronto con il corpo docente, così da facilitare la comunicazione linguistica e culturale tra famiglia e scuola e sostenere la qualità del percorso educativo dei figli.

Supporto all'autonomia delle persone con disabilità

A Casa si Può 2.0 ha costruito una rete di supporto attenta e dinamica, capace di mettere a disposizione della persona con disabilità le risorse necessarie per vivere la quotidianità con maggiore autonomia e soddisfazione, dentro casa e nella propria comunità. Un percorso che ha rafforzato competenze, relazioni e fiducia, lasciando basi solide per il futuro.

Un supporto nella gestione della casa e della salute

Un’équipe multiprofessionale ha affiancato le persone coinvolte con un’assistenza personalizzata, sostenendole nella gestione della casa e nella costruzione di una quotidianità più stabile e autonoma. Il progetto ha promosso il benessere generale attraverso il monitoraggio della salute, la prevenzione e l’adozione di stili di vita sani, lavorando in costante sinergia con i servizi sociali e sanitari di riferimento.
Questo approccio integrato ha contribuito a rafforzare la rete territoriale e a promuovere una comunità più inclusiva e attenta ai bisogni emergenti.

Un aiuto nelle relazioni e stimoli per il tempo libero

A Casa Si Può 2.0 ha sostenuto la qualità delle relazioni, sia all’interno del nucleo familiare sia nel rapporto con il vicinato, favorendo una partecipazione più attiva alla vita della comunità. Il progetto ha reso più accessibile la dimensione culturale e sociale del quartiere, attraverso iniziative che hanno permesso di condividere idee e mettere in comune risorse per valorizzare aspirazioni e desideri.
Anche il tempo libero è stato pensato come spazio di crescita e socialità: gite e vacanze organizzate hanno offerto occasioni di svago e incontro, calibrate sulle esigenze dei partecipanti.

Le nostre attività

Assistenza domiciliare

  • Cura e pulizia degli ambienti.
  • Aiuto nella preparazione dei pasti (fare la spesa, cucinare).
  • Assistenza nella cura dell’igiene personale.
  • Supporto per la salute (aiuto nell’assunzione regolare dei farmaci, organizzazione delle visite mediche)
  • Monitoraggio del progetto e collaborazione con i servizi sociali e sanitari locali.
  • Accompagnamento per spostamenti o commissioni sul territorio.

Percorsi di integrazione e inclusione sociale

  • Ricerca di risorse nella comunità e abbinamento con gli interessi e bisogni delle persone coinvolte.
  • Percorso su salute, sicurezza e ambiente per migliorare le capacità di gestire la vita quotidiana, con un focus speciale su alimentazione, prevenzione degli incidenti in casa e comportamenti ecosostenibili.
  • Percorso di facilitazione digitale, per imparare a usare le applica- zioni principali, navigare in sicurezza su internet e sui social, e accedere ai servizi pubblici online con l’identità digitale.
  • Percorso di cittadinanza “cre-attiva”: creazione di gruppi locali di incontro, con il supporto di un facilitatore, per promuovere la socializzazione e organizzare attività basate sugli interessi personali di ciascuno.

Organizzazione di gite e soggiorni estivi

  • Organizzazione condivisa con i partecipanti di gite nel territorio piemontese.
  • Pianificazione partecipata dei soggiorni estivi: i partecipanti potranno prendere parte a queste iniziative per fare nuove amicizie e vivere esperienze in compagnia di coetanei.

In collaborazione con

“A casa si può 2.0” è un progetto finanziato nell’ambito del Piano di Inclusione Sociale del Comune di Torino – Fondo per le periferie inclusive.

Progetto realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per le disabilità

Promosso dal Dipartimento Servizi Sociali, Socio Sanitari e Abitativi della Città di Torino, con il supporto della Regione Piemonte e la collaborazione di Zenith, Correre Controvento – Prometeo 2.0 è stato un progetto sperimentale dedicato alla promozione dell’invecchiamento attivo e al sostegno di chi si prende cura degli altri.

Rivolto in particolare ai caregiver over 65 — spesso impegnati quotidianamente nell’assistenza a familiari anziani — il progetto ha posto attenzione anche ai loro bisogni di ascolto, riconoscimento e supporto, offrendo spazi in cui potersi fermare, condividere esperienze e alleggerire il senso di isolamento legato al lavoro di cura.

In una città come Torino, dove oltre un quarto della popolazione ha più di 65 anni, Correre Controvento ha rappresentato un’occasione concreta di sollievo, consapevolezza e scambio, contribuendo a restituire valore e fiducia a chi affronta ogni giorno la complessità della cura.

Realizzato tra marzo e settembre 2024, il progetto ha proposto attività gratuite diffuse su tutto il territorio cittadino, tra cui:

  • Un caffè con la psicologa — incontri in contesti informali per condividere emozioni, difficoltà e vissuti quotidiani.

  • Aikido dolce — pratiche di movimento lento e respirazione consapevole per sciogliere le tensioni e risvegliare l’energia vitale.

  • Meditazione e consapevolezza corporea — momenti dedicati all’ascolto di sé e al racconto della propria esperienza in un clima non giudicante.

  • Una piattaforma online dedicata — uno spazio digitale per informarsi, accedere a risorse utili e favorire lo scambio tra caregiver.

  • Sportello d’Argento — servizio di ascolto, informazione e orientamento rivolto a caregiver e familiari.

Attraverso queste azioni, Correre Controvento ha rafforzato le reti di prossimità e promosso una cultura della cura più attenta anche a chi, ogni giorno, sostiene gli altri. L’esperienza ha contribuito a orientare lo sviluppo di nuove iniziative dedicate ai caregiver.

Progetto promosso dalla Città di Torino con il supporto della Regione Piemonte, in collaborazione con Zenith.

Ecco alcune immagini dalle attività proposte ai caregiver over 65

N.O.I. è stato un progetto di accoglienza integrata, accompagnamento e inclusione sociale rivolto a dieci richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria presenti sul territorio della Città Metropolitana di Torino e collocati in insediamenti informali.

Ispirato al modello di Accoglienza Integrata del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, il progetto ha promosso percorsi personalizzati orientati alla progressiva riconquista dell’autonomia. L’intervento ha affiancato alla risposta ai bisogni materiali di base un lavoro costante di inclusione sociale, sostenendo le persone accolte nella progettazione attiva del proprio futuro.

Attraverso azioni di accompagnamento e supporto, N.O.I. ha contribuito a creare condizioni più stabili di vita e a favorire processi di partecipazione alla comunità locale, rafforzando opportunità di integrazione sociale e abitativa.

L’esperienza ha rappresentato un tassello significativo nell’impegno della cooperativa per la costruzione di contesti più accoglienti e inclusivi.

Obiettivi:

  • garantire accoglienza e alloggio ai beneficiari del progetto, secondo l’approccio dell’accoglienza integrata;
  • promuovere l’inserimento sociale dei beneficiari del progetto, a partire della messa in luce delle competenze del singolo, valorizzandole a vantaggio della crescita personale e di tutta la comunità cittadina di riferimento, al fine di promuovere un percorso di cittadinanza attiva;
  • supportare l’inserimento professionale sia per coloro che sono arrivati in Italia senza progetti professionali definiti, sia per coloro che hanno avuto esperienze lavorative in specifici ambiti, e per questo vogliono migliorare le proprie competenze professionali seguendo una formazione ad hoc;
  • Creare le condizioni per un’autonomia abitativa stabile all’uscita dal progetto, favorendo l’accesso a un’abitazione autonoma, adeguata alle proprie esigenze e decorosa.

 

Il progetto N.O.I. è finanziato con i fondi a valere sulla quota dell’Otto per Mille IRPEF a diretta gestione statale.

A Casa di Pepe è stato un progetto ideato e realizzato da Zenith grazie al finanziamento di alcune importanti Fondazioni private nazionali, con l’obiettivo di promuovere percorsi di autonomia abitativa e opportunità di inserimento lavorativo per persone con disabilità.

Il progetto si è sviluppato principalmente in due sedi: gli spazi di via Giuria 30, dedicati alle attività laboratoriali, e l’appartamento di corso Francia 103, pensato come luogo in cui sperimentare concretamente la dimensione dell’abitare e la possibilità di sentirsi, davvero, a casa.

Affiancate dagli operatori della cooperativa, le persone coinvolte hanno potuto rafforzare competenze relazionali, manuali e abitative attraverso esperienze quotidiane orientate alla crescita personale e all’autonomia.

Grazie al sostegno delle Fondazioni che ne hanno reso possibile la realizzazione, il progetto ha inoltre offerto periodi di tirocinio accompagnato e retribuito presso realtà aziendali della Città Metropolitana di Torino, favorendo l’acquisizione di competenze professionali e nuove opportunità di inclusione.

L’esperienza ha contribuito a consolidare l’impegno della cooperativa nel sostenere percorsi di vita autonoma e partecipata, riconoscendo il valore delle capacità di ogni persona.

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Quando si proviene da situazioni di emarginazione o povertà, avere un posto da chiamare “casa” può essere la condizione che ti cambia la vita. A volte, però, può non bastare, soprattutto quando – a causa delle scarse possibilità economiche – ci si trova come “emarginati” in casa propria, in una dimora cioè poco accogliente, arredata in modo raffazzonato o poco salubre, non certo in quella condizione dignitosa che è il presupposto per una vita autonoma e soddisfacente.

Da questa consapevolezza nasce il progetto “Mettiamo su casa. (Autonomia abitativa per Richiedenti Asilo a Torino)”, col quale offriamo a persone straniere bisognose provenienti dalla nostra rete di servizi delle concrete possibilità di autonomia abitativa e di costruzione decorosa di spazi di vita accoglienti e calorosi.

E poi, un casa non è tale se non si è inseriti in buoni rapporti di vicinato : anche su questo agisce il nostro progetto, che mira ad accompagnare i beneficiari in un percorso che li condurrà a conoscere i propri vicini di casa, a condividere le proprie storie e a partecipare alle iniziative in corso nel quartiere.

Infine, una particolare attenzione è posta sul benessere psicologico dei beneficiari, elemento imprescindibile su cui lavorare affinché il loro percorso verso l’autonomia abbia successo.

L’accoglienza è, prima di tutto, questo: creare senso di appartenenza nella propria casa, nel proprio quartiere, nella propria comunità.

Il progetto si è ispirato all’approccio dell’accoglienza integrata, ponendo al centro il riconoscimento della dignità e del protagonismo delle persone accolte e accompagnandole nella progettazione autonoma della propria vita.

Tappa fondamentale del percorso è stato l’affiancamento nell’acquisizione delle competenze necessarie alla gestione della quotidianità domestica: dalla cura degli spazi alla preparazione dei pasti, dal rispetto delle regole condominiali alla gestione delle risorse economiche, fino allo sviluppo di capacità relazionali utili ad affrontare la convivenza e prevenire eventuali conflitti.

A questo primo passaggio è seguita la ricerca di un’abitazione stabile, sostenuta dagli operatori della cooperativa che hanno accompagnato i beneficiari nell’individuazione dell’alloggio e nella sua progressiva personalizzazione, favorendo la costruzione di un ambiente accogliente e realmente abitabile.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al positivo inserimento nella comunità locale — un processo graduale, fondato sulla possibilità di costruire relazioni, riconoscere punti di riferimento formali e informali e partecipare attivamente alla vita del quartiere e della città.

In questa prospettiva, il progetto ha promosso la partecipazione a esperienze di Living Library, occasioni di incontro e narrazione reciproca capaci di favorire il dialogo interculturale e contribuire al superamento dei pregiudizi legati alle differenze di origine, genere, abilità o credo.

Il percorso è stato inoltre affiancato da un servizio di supporto psicologico dedicato, pensato per sostenere le persone nei momenti di maggiore fragilità e accompagnarle con maggiore consapevolezza nel cammino verso l’autonomia.

Aggiungi un pasto a tavola è stato un progetto solidale nato dall’iniziativa di commercianti e cittadini dei quartieri Parella e Pozzo Strada e coordinato da Zenith, con l’obiettivo di portare un pasto caldo alle persone del territorio che si trovavano in condizioni di fragilità socio-economica.

I pasti, preparati dal Bar Acquamarina di corso Francia 282, venivano donati con regolarità e consegnati a domicilio — con cadenza settimanale o quindicinale — grazie all’impegno dei volontari coordinati dalla cooperativa.

Il progetto ha perseguito un duplice obiettivo: offrire un aiuto concreto accompagnato da una presenza attenta e partecipe, e promuovere un modello di solidarietà comunitaria capace di attivare la rete di prossimità e di ispirare esperienze replicabili in altri contesti cittadini.

La rete territoriale coinvolta ha riunito 41 realtà tra negozi, parrocchie, volontari, donatori, servizi sociali e cittadini, dando vita a un’alleanza spontanea e generativa.

Anche nel 2024 Bruno e Gabriele — rispettivamente proprietario e cuoco del Bar Acquamarina — hanno messo a disposizione tempo, risorse e competenze, contribuendo a rendere possibile la donazione dei pasti insieme ai volontari coordinati da Zenith.

Nel corso dell’anno, 18 persone hanno ricevuto un pasto caldo con consegna quindicinale, mentre altre 6 hanno potuto ritirarlo ogni sabato direttamente presso il bar, per un totale di 330 pasti distribuiti.

L’esperienza ha rafforzato i legami di comunità, dimostrando come la collaborazione tra cittadini, attività locali e terzo settore possa generare risposte concrete ai bisogni del territorio.

Avviato nel marzo 2023 e finanziato con il contributo dell’otto per mille della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Rif. pratica AR-93/20), Controcorrente ha offerto supporto informativo, psicologico e legale a persone migranti e richiedenti asilo attraverso uno sportello attivo presso la Portineria di comunità “Lo Spaccio di Cultura”, in via Alessandria 8/A a Torino.

Il progetto si è fondato sul lavoro di un’équipe multidisciplinare composta da operatori sociali, mediatore culturale, psicologo esperto in migrazioni internazionali e avvocato specializzato in diritto dell’immigrazione, coordinati da un responsabile tecnico e affiancati dalla collaborazione di realtà del territorio, tra cui Refugees Welcome Italia.

A partire da ottobre 2023 sono stati attivati due sportelli specialistici — legale e psicologico — che, nei mesi successivi, hanno accolto 25 nuovi utenti: richiedenti asilo in attesa di formalizzare la domanda e titolari di protezione impegnati nel rinnovo dei permessi o nell’avvio del percorso verso la cittadinanza.

Il progetto ha intercettato persone provenienti principalmente dal Perù, ma anche da Costa d’Avorio, Tunisia e Nigeria, molte delle quali vivevano in condizioni di grave vulnerabilità abitativa e con accesso limitato ai servizi essenziali, tra difficoltà nell’apprendimento della lingua, nell’inserimento lavorativo e nell’ingresso nel sistema di accoglienza.

Gli operatori hanno accompagnato i beneficiari nei percorsi di tutela, dialogando con Questura e Prefettura per facilitare l’accesso alla protezione internazionale o l’inserimento nei Centri di Accoglienza Straordinaria, spesso già saturi.

Parallelamente, Controcorrente ha promosso un’azione di sensibilizzazione sul fenomeno migratorio attraverso una call to action pubblica e un incontro aperto alla cittadinanza, favorendo una riflessione condivisa sui rischi della disinformazione e sull’importanza di una cultura dei diritti.

Conclusosi nel marzo 2024 dopo un anno di attività continuativa, il progetto ha orientato e sostenuto decine di persone migranti, contribuendo a ridurre le fragilità presenti nel sistema locale e rafforzando pratiche di accoglienza più consapevoli e inclusive.

L’esperienza ha confermato il valore di un approccio integrato capace di coniugare tutela, accompagnamento e impegno civico.

Un percorso integrato per il benessere e l’inclusione sociale

Avviato nel maggio 2019, il progetto Crisalide ha rappresentato una delle esperienze più articolate e inclusive promosse da Zenith a favore di persone con disagio psichico, cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale accolti nei CAS gestiti dalla cooperativa, e della cittadinanza torinese in generale.

Realizzato in sinergia con il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Città di Torino e la cooperativa Il Punto, Crisalide ha promosso un’idea di welfare di comunità, attivando reti territoriali e valorizzando spazi non istituzionali per favorire il protagonismo delle persone.

Il progetto si è articolato in quattro moduli principali:

  • Rapporti con il territorio, con la creazione di un tavolo di coordinamento e incontri di selezione dei destinatari;

  • Benessere e socializzazione, con laboratori espressivi (riciclo design, teatro dell’oppresso, falegnameria), attività all’aperto come il social trekking, e la realizzazione di una Living Library;

  • Formazione e lavoro, con 42 bilanci di competenze, l’attivazione di 16 tirocini (10 con Il Punto e 6 con Zenith) per un totale di 9.131 ore, e 4 percorsi di accompagnamento al lavoro, che hanno portato a 2 contratti a tempo indeterminato, 1 determinato e 2 proroghe di tirocinio;

  • Integrazione, con percorsi individuali e collettivi rivolti a cittadini stranieri con vulnerabilità psichica, grazie alla collaborazione con Fondazione Mamre e Associazione Frantz Fanon, e la formazione in etnopsichiatria per 6 operatori Zenith, con 10 incontri di supervisione.

Nel complesso, il progetto ha raggiunto 83 partecipanti effettivi, coinvolgendo oltre 100 cittadini nei diversi laboratori, percorsi formativi, attività sociali e culturali.

Così come ci pare

Un concorso policreativo per raccontarsi ai tempi del lockdown

Nel cuore del progetto Crisalide è nato Così come ci pare, un concorso artistico aperto a tutti, pensato per trasformare la distanza e l’isolamento del lockdown in un’occasione di espressione, leggerezza e condivisione.

Dal disegno alla scrittura, dalla fotografia ai video girati col cellulare, ogni forma creativa è stata accolta con curiosità e ironia. L’invito? Raccontare un gesto, un oggetto, un’idea o un’abitudine nati in quei giorni insoliti, in cui la quotidianità ha preso strade nuove.

Oltre 600 voti online hanno decretato i vincitori tra decine di opere in gara, premiate l’8 ottobre 2020 in diretta radio nella trasmissione Zona di Confine. Un modo diverso per restare in relazione, anche a distanza.

Gottardo Homing

Soluzione abitativa temporanea per famiglie in difficoltà economica e sociale

Progetto realizzato in collaborazione con Città di Torino – Area 4 – reti territoriali per l’abitare, abitare sociale e accoglienza solidale

Realizzato a Torino, nel quartiere Regio Parco, Gottardo Homing ha offerto una soluzione abitativa temporanea a un nucleo familiare in comprovate condizioni di fragilità economica e sociale. L’appartamento di via Gottardo, in grado di accogliere fino a cinque persone, ha rappresentato uno spazio sicuro da cui ripartire in un momento di particolare vulnerabilità.

Il progetto è nato in risposta alle problematiche legate alla povertà e all’emergenza abitativa che, negli ultimi anni, hanno assunto in città caratteristiche sempre più strutturali, coinvolgendo una fascia ampia e diversificata di popolazione improvvisamente esposta a condizioni di instabilità economica e sociale.

Accanto all’accoglienza abitativa, Gottardo Homing ha garantito un accompagnamento sociale calibrato sulle reali necessità del nucleo ospitato, attraverso percorsi personalizzati di inclusione e di ricostruzione — o rafforzamento — della rete di coesione sociale. L’intervento ha contribuito a sostenere i beneficiari nel loro cammino verso un’autonomia più stabile e sostenibile, lasciando in eredità un’esperienza significativa nel lavoro di contrasto alla vulnerabilità abitativa.

Obiettivi del progetto

  • Fornire una risposta, immediata e di carattere temporaneo, alla necessità abitative di nuclei famigliari in situazione di difficoltà (a causa di sfratto o ordinanze di sgombero per inagibilità contro famiglie a basso reddito oppure casi sociali che impongono interventi immediati oppure ancora progetti di reinserimento sociale che richiedono sistemazioni abitative momentanee);
  • offrire, in integrazione alla soluzione abitativa temporanea, servizi integrati di accompagnamento sociale.
  • Gli operatori che hanno lavorato al progetto hanno assunto il ruolo di “volano” delle risorse reperibili sul territorio cittadino, in particolare per quanto riguarda:
    1. Orientamento e accesso ai servizi socioassistenziali e sociosanitari del territorio
    2. Istruzione, formazione e riqualificazione professionale
    3. Orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo
    4. Orientamento e accompagnamento all’inserimento abitativo
    5. Orientamento e tutela amministrativa, legale e finanziaria
    6. Tutela psico-socio-sanitaria

Aurora Children Lab

Un ponte tra la famiglia e la scuola nel quartiere Aurora

Aurora Children Lab è stato un progetto nato dalla collaborazione tra Zenith e l’associazione Panafricando, rivolto a bambini e ragazzi con background migratorio frequentanti le scuole primarie e secondarie del quartiere Aurora e alle loro famiglie.

L’iniziativa ha accompagnato genitori e figli in un percorso di inclusione nella vita del quartiere, favorendo la costruzione di una rete di relazioni capace di rafforzare il senso di appartenenza alla comunità locale.

Il progetto ha offerto supporto educativo e didattico agli studenti, affiancando le famiglie nel dialogo con insegnanti ed educatori e contribuendo a creare condizioni più favorevoli per il successo formativo dei minori.

Tra le attività proposte: supporto scolastico, laboratori di lettura ed espressione creativa — dalla musica alla fotografia — e percorsi dedicati alla promozione di un uso consapevole dei social media.

Un’attenzione particolare è stata riservata anche ai genitori, accompagnati da educatori con competenze antropologiche nei momenti di confronto con il corpo docente, così da facilitare la comunicazione linguistica e culturale tra famiglia e scuola e sostenere la qualità del percorso educativo dei figli.

Attraverso queste azioni, Aurora Children Lab ha contribuito a rafforzare i legami tra scuola, famiglia e territorio, promuovendo una comunità più inclusiva e attenta alle nuove generazioni.

Supporto all'autonomia delle persone con disabilità

A Casa si Può 2.0 ha costruito una rete di supporto attenta e dinamica, capace di mettere a disposizione della persona con disabilità le risorse necessarie per vivere la quotidianità con maggiore autonomia e soddisfazione, dentro casa e nella propria comunità. Un percorso che ha rafforzato competenze, relazioni e fiducia, lasciando basi solide per il futuro.

Un supporto nella gestione della casa e della salute

Un’équipe multiprofessionale ha affiancato le persone coinvolte con un’assistenza personalizzata, sostenendole nella gestione della casa e nella costruzione di una quotidianità più stabile e autonoma. Il progetto ha promosso il benessere generale attraverso il monitoraggio della salute, la prevenzione e l’adozione di stili di vita sani, lavorando in costante sinergia con i servizi sociali e sanitari di riferimento.
Questo approccio integrato ha contribuito a rafforzare la rete territoriale e a promuovere una comunità più inclusiva e attenta ai bisogni emergenti.

Un aiuto nelle relazioni e stimoli per il tempo libero

A Casa Si Può 2.0 ha sostenuto la qualità delle relazioni, sia all’interno del nucleo familiare sia nel rapporto con il vicinato, favorendo una partecipazione più attiva alla vita della comunità. Il progetto ha reso più accessibile la dimensione culturale e sociale del quartiere, attraverso iniziative che hanno permesso di condividere idee e mettere in comune risorse per valorizzare aspirazioni e desideri.
Anche il tempo libero è stato pensato come spazio di crescita e socialità: gite e vacanze organizzate hanno offerto occasioni di svago e incontro, calibrate sulle esigenze dei partecipanti.

Le nostre attività

Assistenza domiciliare

  • Cura e pulizia degli ambienti.
  • Aiuto nella preparazione dei pasti (fare la spesa, cucinare).
  • Assistenza nella cura dell’igiene personale.
  • Supporto per la salute (aiuto nell’assunzione regolare dei farmaci, organizzazione delle visite mediche)
  • Monitoraggio del progetto e collaborazione con i servizi sociali e sanitari locali.
  • Accompagnamento per spostamenti o commissioni sul territorio.

Percorsi di integrazione e inclusione sociale

  • Ricerca di risorse nella comunità e abbinamento con gli interessi e bisogni delle persone coinvolte.
  • Percorso su salute, sicurezza e ambiente per migliorare le capacità di gestire la vita quotidiana, con un focus speciale su alimentazione, prevenzione degli incidenti in casa e comportamenti ecosostenibili.
  • Percorso di facilitazione digitale, per imparare a usare le applica- zioni principali, navigare in sicurezza su internet e sui social, e accedere ai servizi pubblici online con l’identità digitale.
  • Percorso di cittadinanza “cre-attiva”: creazione di gruppi locali di incontro, con il supporto di un facilitatore, per promuovere la socializzazione e organizzare attività basate sugli interessi personali di ciascuno.

Organizzazione di gite e soggiorni estivi

  • Organizzazione condivisa con i partecipanti di gite nel territorio piemontese.
  • Pianificazione partecipata dei soggiorni estivi: i partecipanti potranno prendere parte a queste iniziative per fare nuove amicizie e vivere esperienze in compagnia di coetanei.

In collaborazione con

“A casa si può 2.0” è un progetto finanziato nell’ambito del Piano di Inclusione Sociale del Comune di Torino – Fondo per le periferie inclusive.

Progetto realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per le disabilità

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