La prima cosa che si nota arrivando al Rifugio Jumarre è che il telefono smette di essere il centro delle giornate. A prendere il suo posto sono il rumore dei passi sul sentiero, l’odore del bosco e le conversazioni che trovano finalmente il tempo di allungarsi.
Dal 1° al 3 giugno, sei utenti dei servizi del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Città di Torino hanno partecipato al mini-soggiorno presso il Rifugio Jumarre di Angrogna, nell’ambito di BoscoStella, l’attività realizzata da Zenith in coprogettazione con il Dipartimento di Salute Mentale.
Ad accompagnare il gruppo, composto da sei partecipanti, c’erano le operatrici Federica e Monica e Agua, guida uruguaiana esperta nell’accompagnamento in natura. Per tre giorni il rifugio, immerso nei boschi della Val d’Angrogna, è diventato una piccola casa condivisa: un luogo semplice e accogliente da cui partire per esplorare il territorio e, in qualche modo, anche sé stessi.
Le giornate si sono riempite di esperienze diverse, tutte accomunate da un invito a prestare attenzione. C’è stata la camminata a piedi nudi sull’erba, l’immersione dei piedi nelle acque fresche di una torbiera, le passeggiate lungo i sentieri della valle, il laboratorio creativo con l’argilla e i giochi di gruppo nella Jurta, lo spazio circolare che ha ospitato momenti di incontro, leggerezza e condivisione.
Uno dei ricordi più intensi è legato alla passeggiata serale fino alla Roccia del Profeta. Il cielo, quella sera, sembrava deciso a custodire il proprio mistero dietro uno spesso strato di nuvole. Eppure, proprio durante l’osservazione notturna, è arrivato un piccolo dono inatteso: per qualche istante le nuvole si sono aperte, lasciando intravedere uno scorcio di stelle sopra il bosco. Una breve apparizione, sufficiente però a suscitare meraviglia e a ricordare che non tutto ciò che conta può essere programmato.
Esperienze come BoscoStella rappresentano molto più di una semplice gita fuori porta. Offrono l’opportunità di uscire dai ritmi abituali, sperimentare nuove autonomie, rafforzare relazioni e riscoprire risorse personali spesso messe in ombra dalla fatica quotidiana. La natura, con i suoi tempi e le sue richieste essenziali, diventa così un contesto privilegiato per promuovere benessere, partecipazione e fiducia nelle proprie capacità.
Il Rifugio Jumarre, adagiato sui pendii della Val d’Angrogna e circondato dal verde, sembra fatto apposta per questo tipo di esperienze: un luogo essenziale ma accogliente, in cui il bosco entra silenziosamente nelle giornate e invita ad abitare il presente con maggiore attenzione.





