Radio Love. Una trasmissione sull’amore, una lezione sulla verità
Certe mattine non lo sai che stanno per accadere cose che ti resteranno dentro.
Venerdì 5 dicembre è cominciato così, come tante altre mattine d’inverno. Un po’ di fretta, qualche risata prima di entrare, il solito vociare di una seconda superiore. Poi, però, tutto è cambiato.
Quando i microfoni si sono accesi, nel salone di Officine Caos, è andata in onda qualcosa che assomigliava a una piccola rivoluzione: Radio Love, una trasmissione web radio speciale nata da un laboratorio, ma cresciuta come una cosa viva.
L’amore era il tema scelto. Roba da far tremare i polsi anche ai grandi, ma quei ragazzi e quelle ragazze di quindici anni hanno deciso di affrontarlo senza difese, con la forza di chi comincia appena a misurarsi con le emozioni.
Radio Love è il frutto di Fuori Zona, il laboratorio di narrazione sonora intergenerazionale promosso da Zenith. Un progetto che nei mesi precedenti aveva dato voce agli anziani di una RSA cittadina, trasformando i loro ricordi in podcast. Ma questa volta, il viaggio era al contrario: da chi la vita la guarda ancora tutta in avanti.
Non c’era un copione rigido, solo una scaletta costruita insieme, fatta di rubriche personali, interviste tra generazioni, riflessioni, canzoni, racconti. C’era chi parlava del primo innamoramento e chi raccontava di un primo tradimento, una delusione che brucia e resta impressa nel cuore e nella memoria.
A volte le voci si accavallavano, qualcuno dimenticava l’attacco, qualcun altro rideva troppo forte, ma era proprio quella confusione allegra, quella giostra di suoni e corpi in tensione a rendere tutto vero. Perché l’amore non ama gli schemi perfetti, ama le crepe, i battiti fuori tempo, il coraggio di dire “ci provo”.
Alla fine della trasmissione, un ultimo regalo: un testo poetico costruito a partire dalle parole che i ragazzi avevano scritto nei giorni precedenti, in modo libero, istintivo, profondo. Quelle parole sono state raccolte, rimescolate, e restituite come voce collettiva.
Non volevano spiegare l’amore, volevano evocarlo. E ci sono riusciti.
In quei 45 minuti non si è solo imparato qualcosa sull’amore. Si è imparato qualcosa sulla verità, sulla potenza dell’ascolto, sulla bellezza dell’imperfezione e sul valore di creare uno spazio in cui raccontarsi, tremare senza paura, e lasciare che la propria voce arrivi lontano.
“Radio Love” non è stato solo un esperimento radiofonico, è stato un tempo speciale che non si misura in minuti, ma in intensità.
Un’ora di trasmissione, forse, ma anche una prova di fiducia, una danza collettiva, una dichiarazione d’esistenza.
E se è vero che l’amore è una frequenza che ci attraversa tutti, allora quei microfoni accesi l’hanno fatta vibrare forte.
Resta solo da decidere se vogliamo ascoltarla davvero. Se siamo pronti a sintonizzarci.
[Fuori Zona è parte del progetto OASI / Progetto vincitore dell’Avviso pubblico Torino, che cultura!, finanziato con fondi PN METRO PLUS E CITTÀ MEDIE SUD 2021-2027 – TO7.5.1.1.B – SOSTEGNO ALL’ECONOMIA URBANA NEL SETTORE DELLA CULTURA]

