Daniela spinge lentamente il tagliaerba lungo il prato, concentrata, le mani ben salde sull’impugnatura. Davanti a lei l’erba alta si piega, si ordina, trova una forma nuova. È un gesto semplice, quasi ordinario, eppure dentro quel movimento c’è qualcosa che va molto oltre un prato sistemato.

C’è una persona che si misura con un compito reale. Che vede il risultato del proprio impegno prendere forma sotto i propri occhi, centimetro dopo centimetro. Che sperimenta quella soddisfazione silenziosa e solida (difficile da spiegare, impossibile da ignorare) che nasce quando ci si sente utili, capaci, presenti. Quando il corpo sa cosa fare e lo fa.

È anche da momenti come questo che prende forma Ortolento, il laboratorio di giardinaggio nato dalla progettazione partecipata con il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Città di Torino.

Nel primo incontro del percorso si è partiti dalle basi: preparare il terreno, sistemare gli spazi, predisporre l’orto per la semina e il trapianto delle prime piantine. Un lavoro pratico, condiviso, che ha subito rivelato il cuore del progetto: fare insieme qualcosa di concreto, visibile, vivo. Qualcosa che domani sarà ancora lì, a testimoniare che ci si è stati.

Lavorare con la terra e con le piante, in fondo, significa molto più che acquisire tecniche di giardinaggio. Significa esercitare pazienza, imparare a rispettare tempi che non si possono negoziare perché non dipendono da noi: i semi non sanno dell’urgenza, le radici non rispondono alla fretta. La natura, in questo, è una maestra rigorosa e del tutto indifferente alle nostre aspettative. Non accelera per compiacerci, non premia l’impazienza, non offre scorciatoie. Chiede invece qualcosa di più raro e prezioso: la capacità di stare nell’attesa, di immaginare ciò che verrà, di agire sul presente sapendo che il risultato appartiene al futuro.

In Ortolento non si coltivano soltanto piante, si coltivano autonomia, fiducia e senso di responsabilità. Si offre a ciascuno la possibilità concreta (tangibile come la terra sotto le mani) di vedere qualcosa crescere grazie al proprio impegno. Di riconoscersi capaci di cura e impegno costante. Si scopre, quasi con sorpresa, che nel lavoro paziente del seminare e del prendersi cura, a crescere non è mai soltanto ciò che viene messo a dimora.

Ortolento fa parte di un più vasto gruppo di attività coprogettate con il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Città di Torino. Clicca QUI per scoprirle tutte.

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