La creatività viene spesso associata all’arte. A un quadro, a una canzone, a un oggetto costruito con le proprie mani. Più raramente la immaginiamo come qualcosa che possa cambiare il modo in cui una persona guarda a sé stessa e al proprio futuro.
Eppure, tra maggio 2019 e ottobre 2020, è proprio da questa idea che è nato Crisalide, un progetto rivolto alle persone seguite dal Dipartimento di Salute Mentale e, in alcune delle sue attività, aperto alla cittadinanza. L’obiettivo era creare occasioni in cui persone con esperienze e percorsi diversi potessero incontrarsi negli stessi luoghi e partecipare alle stesse esperienze, intrecciando creatività, lavoro, territorio e relazioni.
Anche il nome raccontava questa intenzione. Una crisalide, infatti, non è il punto di arrivo, ma il momento in cui qualcosa cambia forma ed evolve. Così, ogni attività diventava un’opportunità per sperimentare, acquisire competenze e scoprire possibilità che, fino a quel momento, potevano sembrare lontane.
Il progetto prendeva forma attraverso esperienze molto diverse tra loro. C’erano il Riciclo Design, dove materiali destinati a essere scartati trovavano una nuova vita; Mano-Missioni e i laboratori di falegnameria, che trasformavano il lavoro manuale in un’occasione di apprendimento; il Teatro dell’Oppresso, dove le relazioni potevano essere esplorate e messe in scena; il Social Trekking, che riportava il benessere dentro gli spazi della città; la Living Library, che sostituiva i libri con le persone, invitando ciascuno a raccontare la propria storia.
Accanto a queste esperienze prendevano forma bilanci di competenze, tirocini lavorativi, percorsi di accompagnamento e collaborazioni con imprese, associazioni e servizi pubblici. Attività diverse, unite dalla convinzione che la creatività possa diventare un modo per costruire autonomia, relazioni e fiducia nelle proprie possibilità.
Questa idea ha trovato una prova inattesa proprio nel momento in cui il progetto ha dovuto fermare gran parte delle attività in presenza. Nel 2020, infatti, con l’arrivo della pandemia e del
lockdown, Crisalide si è trovato davanti a un problema molto concreto: come continuare a creare occasioni di partecipazione e relazione quando incontrarsi non era più possibile?
La risposta è stata “Così come ci pare!”, un concorso creativo aperto a tutta la cittadinanza. Fotografie, illustrazioni, racconti, poesie, musica e video hanno permesso alle persone di raccontare quel tempo attraverso linguaggi diversi e, soprattutto, di continuare a condividere qualcosa con gli altri. La creatività che fino a quel momento aveva attraversato laboratori e incontri diventava così anche uno strumento per reagire all’isolamento.
Tra le opere arrivate c’era anche “Che fortuna lavorare da casa” di Giulia Ferrandi (nella foto qui sotto), l’illustrazione che abbiamo scelto per accompagnare oggi questo racconto. Un’immagine nata dentro un’esperienza ormai conclusa che, a distanza di sei anni, continua a parlarci di quel momento.
I numeri raccontano l’ampiezza del progetto. Tra maggio 2019 e ottobre 2020, Crisalide ha coinvolto 83 partecipanti effettivi e oltre 100 cittadini nelle attività aperte al territorio. Sono stati realizzati 42 bilanci di competenze, attivati 16 tirocini per un totale di 9.131 ore, con 2 assunzioni a tempo indeterminato, una a tempo determinato e 2 proroghe di tirocinio. Durante il lockdown, il concorso “Così come ci pare!” ha raccolto decine di opere e oltre 600 voti online, fino alla premiazione dell’8 ottobre 2020 nel corso di una diretta della trasmissione web radio di Zenith “Zona di Confine”.
Sono dati che raccontano un progetto capace di mettere in relazione salute mentale, cultura, lavoro e partecipazione, ben oltre i confini tradizionali dei servizi.
A distanza di anni, Crisalide continua a suggerire una riflessione: la creatività non è soltanto ciò che permette di realizzare un oggetto, un disegno o una fotografia, ma è anche la capacità di immaginare possibilità nuove, costruire relazioni e aprire strade che prima sembravano non esistere. Questo, forse, è il cambiamento più importante che Crisalide continua a raccontare.


