C’è una parola, in piemontese, che non ha bisogno di traduzione: anduma. Andiamo. Non è un comando, non è un invito formale ma una spinta gentile, il tipo di cosa che dice un amico quando sente che stai restando troppo fermo.
È da questa parola che nasce il progetto. E venerdì 27 febbraio, al Birrificio La Piazza negli spazi della Social Factory di via Luserna di Rorà, quella parola ha riempito una stanza intera.
Una quarantina di persone, quasi tutte over 65, sedute attorno agli stessi tavoli per chiudere insieme un capitolo. Alcune si conoscevano già, avendo condiviso una gita a Torre Pellice, una passeggiata a Valdieri o un pranzo a Mondovì. Altre erano alla prima volta, spinte dalla curiosità e da una domanda semplice: cos’è, questa cosa chiamata Anduma!? La risposta, in fondo, non è complicata. Anduma! è un progetto di turismo sociale ideato da Zenith: week-end fuori porta pensati per persone over 65 (spesso sole, spesso con poche risorse) che vogliono tornare a muoversi, scoprire, stare con gli altri. Mete raggiungibili, ritmi lenti, operatori e volontari sempre presenti. Il cuore del progetto non è la destinazione: è l’esperienza condivisa, lo spazio che si apre quando ci si mette in viaggio insieme.
Le voci dei partecipanti hanno detto tutto, con una semplicità che vale più di qualsiasi resoconto.
Maddalena ha usato una parola sola: coccolata. Piccola e precisa. Silvia, assistente sociale, ha accompagnato due residenti di una RSA al loro primo viaggio con Anduma! e ha ringraziato lo staff con una frase netta: «Avete creato gioia». Susana è arrivata dall’Argentina e non conosceva niente di quello che c’è attorno a Torino. «Non sapevo cosa c’era e se qualcuno poteva farmelo scoprire. Ho trovato Zenith, e Zenith mi ha risolto tutto». Una frase che fa sorridere e che ha grande valore.Ezechiele ha scelto la semplicità: «Mi hanno fatto bene alla salute». Quattro parole. Nessuna di troppo.
Anduma! si chiude qui, almeno per ora. Ma la mattinata del 27 febbraio non era solo un guardarsi indietro. Era anche, e forse soprattutto, un modo per capire cosa viene dopo.
Zenith ha consegnato a tutti i presenti una scheda: non un questionario anonimo, ma un invito vero. Cosa vorreste fare? Di cosa sentite il bisogno?
Le risposte raccontano molto. Il desiderio più forte resta quello di continuare a viaggiare insieme: mini-viaggi di due o tre giorni tra borghi e natura e giornate fuori porta con pranzo in compagnia sono tra le proposte più votate, seguite dall’idea di soggiorni più lunghi al mare o in montagna. Ma accanto al viaggio emerge con forza anche un altro bisogno: stare insieme con regolarità. Molti partecipanti hanno indicato pranzi sociali periodici, attività motorie dolci, laboratori per allenare la memoria o momenti creativi. In altre parole: non solo partire ogni tanto, ma costruire occasioni per incontrarsi durante tutto l’anno. Alcune proposte hanno acceso una curiosità particolare: il Weekend del talento, due giorni dedicati a scoprire o riscoprire passioni come cucina, musica o fotografia, ha raccolto molti consensi, così come l’idea di piccoli gruppi di cammino e attività all’aria aperta.
Le persone hanno compilato quelle schede con cura, come chi prende sul serio la possibilità di essere ascoltato. Da quelle pagine nascerà il prossimo passo: nuovi progetti, nuove idee, nuove strade da percorrere insieme. Zenith è già al lavoro per trovare le risorse necessarie, e chi vuole contribuire a rendere possibile tutto questo può farlo, anche con il 5×1000.
In fondo, anduma non era solo il nome di un progetto. Era una promessa, e le promesse belle meritano di essere rinnovate.




