Una festa per ritrovarsi

Giovedì 27 novembre, le luci di Dorado (in Lungo Dora Firenze, 37) si sono accese un po’ prima del tramonto. I primi ad arrivare sono stati i bambini, curiosi di scoprire cosa avrebbe portato la serata. Un tamburo, poi un altro. E nel giro di pochi minuti, il salone è diventato un piccolo battito collettivo.

Il laboratorio di percussioni ha aperto la festa con ritmo ed energia: mani in movimento, visi attenti, sorrisi che si rincorrevano a tempo. I suoni si propagavano nello spazio, mescolandosi alle voci dei genitori, agli sguardi complici degli educatori, all’atmosfera di qualcosa che stava per cominciare davvero.

A rendere tutto ancora più ricco, le fotografie scattate da Antonia, Aziz ed Edmund, tre ragazzi che hanno documentato i laboratori durante l’anno, restituendo uno sguardo interno, partecipe, affettuoso. E poi i pannelli dei desideri per il quartiere, colorati, sinceri, pieni di speranza e concretezza.

Poi è arrivata la magia delle storie. Quelle animate, raccontate con passione da BombettaBook, che ha incantato grandi e piccoli con fiabe piene di personaggi, colori e mondi da esplorare. Le bambine e i bambini ascoltavano con gli occhi spalancati, come se in quelle storie ci fosse anche un po’ di loro.

Solo dopo è stato il momento del racconto dell’esperienza di Aurora Children Lab. Un racconto sobrio, ma necessario, per restituire il senso di più di un anno di attività tra scuole, famiglie, laboratori, spazi pubblici e privati riconquistati al gioco, alla creatività, alla relazione. Nessun discorso lungo, solo parole semplici per dire che questo progetto è stato un modo per stare accanto ai più piccoli in modo concreto, continuativo, gratuito.

E poi, ancora una volta, sono stati i bambini a parlare. Lo hanno fatto con “Gli occhi di Aurora”, il video realizzato durante il laboratorio di narrazione visiva, un cortometraggio fatto di immagini, parole, sogni e sguardi sul quartiere.

Infine, il momento più atteso dai più piccoli (e non solo): pizzette, salatini, bibite a volontà. Un rinfresco per concludere la serata con leggerezza, tra chiacchiere, risate e quel piccolo disordine che solo le feste ben riuscite sanno lasciare.

La festa ha chiuso un percorso, ma i legami costruiti restano. Restano le idee, le foto, le domande nate insieme. E soprattutto resta quella sensazione di avere seminato qualcosa di buono, in un luogo che ogni giorno chiede presenza, ascolto e possibilità.

[Aurora Children Lab è un progetto realizzato da Zenith Società Cooperativa Sociale e Panafricando APS con il contributo del Dipartimento per le politiche della famiglia | Presidenza del Consiglio dei ministri]

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