Martedì 30 giugno, verso sera, nel giardino di Mari House c’erano tavoli apparecchiati, musica, risate, persone che si ritrovavano dopo tanto tempo e altre che si conoscevano per la prima volta.
Abbiamo festeggiato i trent’anni di Zenith. Ma, guardando quella serata, era chiaro che non stavamo celebrando soltanto un anniversario.
Le ricorrenze contano il tempo. Le storie, invece, raccontano ciò che quel tempo ha lasciato.
A soffiare sulle candeline è stata Piera, una delle fondatrici di Zenith ed ex presidente della Cooperativa. La persona più giusta, quella sera, per farlo. Le candeline non erano appoggiate su una torta, ma su un grande couscous preparato dalla collega Khadija: un piatto cucinato con cura e amore e nato per essere condiviso, diventato quasi senza volerlo il simbolo di una cooperativa che, da trent’anni, cresce grazie all’incontro tra persone, esperienze e culture diverse.
Dal 1996 sono cambiate molte cose. È cambiata Torino, sono cambiati i suoi quartieri, sono cambiati i bisogni delle persone e il modo di dare loro risposta. Alla salute mentale, da cui tutto è iniziato, si sono affiancati nuovi servizi, nuovi progetti, nuove sfide. Sono cambiate le sedi. Sono cambiate le équipe. Gli strumenti di lavoro non sono più gli stessi di allora.
C’è però una domanda che continua ad accompagnarci ogni mattina quando apriamo una porta: come possiamo creare nuove possibilità perché le persone possano vivere una vita più autonoma, più ricca di relazioni, più piena di opportunità?
Forse è questa la continuità più profonda della nostra storia. Non ripetere le stesse risposte, ma continuare a cercare quelle più adatte alle persone che incontriamo.
Per questo la storia di Zenith non coincide con quella dei suoi servizi. Vive nelle persone che l’hanno attraversata: in chi ha lavorato qui per molti anni e in chi è rimasto solo per un tratto del cammino; in chi ha trovato un’opportunità per ripartire, un luogo in cui sentirsi accolto, un’occasione per ritrovare fiducia, un legame destinato a durare oltre il tempo di un progetto.
È lì che, forse, si misura davvero il tempo di una cooperativa. Non negli anni trascorsi, ma nelle possibilità che ha contribuito ad aprire, nelle relazioni che continuano a vivere e nei percorsi che, una volta iniziati, proseguono ben oltre i confini di un servizio.
Per questo il trentesimo anniversario non è stato soltanto una festa. È stato un momento per fermarsi, guardarci intorno con gratitudine e riconoscere che, da trent’anni, Zenith cresce ogni volta che un’esperienza lascia qualcosa nelle persone che l’hanno vissuta.

