Centro di Accoglienza Straordinaria

La maison de la paix

Il Centro di Accoglienza Straordinaria è attivo dal maggio 2017 (e operativamente aperto dal 30 giugno). Si rivolge a 14 persone, migranti di varia origine, appena arrivate in Italia. Per sviluppare il Progetto in conformità alla cultura della Cooperativa, alle necessità degli ospiti – intese come bisogni, competenze e valori – e ai requisiti istituzionalmente intesi, è attiva una serie di processi gestiti da un’equipe di educatori che comprende anche un tirocinante residente.

Il progetto di accoglienza si ispira al modello di Accoglienza Integrata proposto dal Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. L’obiettivo primario dell’Accoglienza Integrata è l’accompagnamento della persona accolta verso la riconquista della propria autonomia, attraverso la progettazione attiva della propria vita in un contesto che non disgiunga la dimensione dell’assistenza materiale di base a quella dell’inclusione sociale. Altro obiettivo fondamentale è il processo di empowerment, che si traduce nella pratica operativa a ogni livello di intervento. Il riconoscimento del protagonismo del singolo beneficiario favorisce l’acquisizione di competenze e lo sviluppo di relazioni, fondamentali per l’elaborazione attiva del proprio progetto di vita; un tale approccio inoltre evita che si instaurino forme di assistenzialismo che annientano, con le potenzialità della persona, anche la sua dignità. Un sistema di accoglienza che garantisca in ogni aspetto la dignità e la centralità della persona beneficiaria del progetto, infine, favorisce lo sviluppo della coesione sociale, creando le condizioni per la costruzione di una solidarietà diffusa nell’ambito della comunità locale.

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Il Centro di Accoglienza Straordinaria è attivo dal maggio 2017 (e operativamente aperto dal 30 giugno). Si rivolge a 14 persone, migranti di varia origine, appena arrivate in Italia. Per sviluppare il Progetto in conformità alla cultura della Cooperativa, alle necessità degli ospiti – intese come bisogni, competenze e valori – e ai requisiti istituzionalmente intesi, è attiva una serie di processi gestiti da un’equipe di educatori che comprende anche un tirocinante residente.

Il progetto di accoglienza si ispira al modello di Accoglienza Integrata proposto dal Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. L’obiettivo primario dell’Accoglienza Integrata è l’accompagnamento della persona accolta verso la riconquista della propria autonomia, attraverso la progettazione attiva della propria vita in un contesto che non disgiunga la dimensione dell’assistenza materiale di base a quella dell’inclusione sociale. Altro obiettivo fondamentale è il processo di empowerment, che si traduce nella pratica operativa a ogni livello di intervento. Il riconoscimento del protagonismo del singolo beneficiario favorisce l’acquisizione di competenze e lo sviluppo di relazioni, fondamentali per l’elaborazione attiva del proprio progetto di vita; un tale approccio inoltre evita che si instaurino forme di assistenzialismo che annientano, con le potenzialità della persona, anche la sua dignità. Un sistema di accoglienza che garantisca in ogni aspetto la dignità e la centralità della persona beneficiaria del progetto, infine, favorisce lo sviluppo della coesione sociale, creando le condizioni per la costruzione di una solidarietà diffusa nell’ambito della comunità locale.

I paesi di provenienza degli ospiti del Centro

I paesi di provenienza degli ospiti del Centro

Obiettivi e attività

L’obiettivo primario dell’Accoglienza Integrata è l’accompagnamento della persona accolta verso la riconquista della propria autonomia, attraverso la progettazione attiva della propria vita in un contesto che non disgiunga la dimensione dell’assistenza materiale di base a quella dell’inclusione sociale. Altro obiettivo fondamentale è il processo di empowerment, che riguarda le capacità delle persone di rispondere e influenzare il cambiamento e di trarre beneficio dallo sviluppo sociale in termini di attivazione e rafforzamento delle proprie potenzialità.

A partire dal contesto micro, che è quello in cui operano i servizi di accoglienza, è stato possibile sperimentare e mettere in atto azioni orientate all’integrazione come processo di costruzione bilaterale che ha visto coinvolti i migranti e gli autoctoni. Il contesto dell’accoglienza può dunque trasformarsi in un laboratorio sociale di pratiche di inclusione costruite dal basso, a partire dalle interazioni operatori/richiedenti asilo e poi come rielaborazione soggettiva degli ospiti stessi, della loro costruzione come cittadini in itinere.

Le attività del progetto riguardano le seguenti dimensioni, tutte riconducibili al processo di inclusione:

  • La dimensione socio-economica che riguarda l’accesso al mercato del lavoro, la riduzione progressiva della segregazione occupazionale, con il conseguente accesso ad occupazioni meglio retribuite. Attività proposte: Iscrizione ai corsi di formazione professionale; esplorazione delle rappresentazioni degli ospiti in materia di ricerca del lavoro attraverso l’utilizzo dei focus group; stesura curriculum vitae attraverso la tecnica del “bilancio di competenze”; ricerca di opportunità occupazionali attraverso l’attivazione di tirocini formativi attivando collaborazioni con agenzie specializzate nel territorio torinese.
  • La dimensione socio-culturale che riguarda sia l’apprendimento linguistico sia il grado di inserimento nel nuovo contesto all’interno di reti e relazioni sociali con la popolazione autoctona e il grado di conoscenza civica posseduto dall’immigrato. Attività proposte: iscrizione di tutti gli ospiti al Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti e attivazione della scuola di italiano interna al centro; inserimento in contesti associativi della città, di ordine culturale e sportiva; partecipazione alle attività della cooperativa stessa (ad. Esempio sostegno ad alcune attività come fare la spesa rivolte a pazienti psichiatrici o disabili).
  • La dimensione legale-politica che riguarda sia il percorso attraverso il quale gli immigrati acquisiscono un riconoscimento formale di poter risiedere nel nuovo paese. Attività proposte: formazione interna finalizzata ad una maggiore conoscenza dei diritti e doveri che caratterizzano la società italiana; percorso formativo di legalità condotto dal Nucleo di Prossimità della Città di Torino orientato a far comprendere i nessi tra diritti e doveri e a promuovere una cultura di contrasto ad ogni forma e fenomeno di illegalità; preparazione alla Commissione Territoriale in collaborazione con ASGI (Associazione Studi Giuridici sulla Migrazione).

I più importanti risultati raggiunti

In 3 anni sono stati accolti 29 uomini adulti provenienti principalmente dall’Africa sub sahariana e dal Pakistan, mediamente di 26 anni. La durata media all’interno del centro è stata di un anno e nove mesi.

I principali risultati raggiunti dal progetto sono i seguenti:

  1. Costruzione di un sistema di accoglienza particolarmente efficace per promuovere i processi di inclusione. In primo luogo attraverso il riconoscimento da parte dell’operatore dell’altro come adulto, competente, responsabile, soggetto con il quale costruire relazioni il più simmetriche possibili.
  2. Costruzione di un’alleanza tra operatori ed ospiti, anche grazie alla presenza dell’operatore residenziale di origine ivoriana che ha vissuto lo stesso percorso degli ospiti. Se la struttura è luogo di relazioni il più possibile orientate all’alleanza e alla simmetria, lo stesso si dica per la responsabilità a cui tutti sono chiamati, operatori ed ospiti. E’ interessante sottolineare che tale riconoscimento da parte degli operatori ha portato ad una buona assunzione di responsabilità da parte degli ospiti, o meglio la gran parte di essi.
  3. Lo spazio dell’accoglienza come spazio di ascolto. La disponibilità ad ascoltare le difficoltà e le richieste che ogni ospite ha permesso di contenere tutte quelle paure che, soprattutto all’inizio, hanno fatto da sfondo alle loro esistenze.
  4. Promozione di processi di inclusione culturale (alfabetizzazione linguistica e formazione professionale), economica (inserimenti nel mercato del lavoro sotto forma di tirocinio professionale, contratti a tempo determinato, apprendistato e indeterminato), politica (sostegno al percorso di richiesta di protezione internazionale con il supporto legale dell’ASGI (Associazione Studi Giuridici dell’Immigrazione).

Evidenze dell'efficacia del progetto

I seguenti indicatori mostrano l’efficacia del progetto (sul totale dei presenti in struttura da 14 mesi o più):

  1. Il 91% degli ospiti accolti ha ottenuto il titolo di diploma secondario inferiore
  2. Il 59% degli ospiti accolti ha ottenuto un titolo di formazione professionale
  3. Il 59% degli ospiti accolti ha svolto un tirocinio professionale
  4. Il 64% degli ospiti accolti ha ottenuto un contratto di lavoro a tempo determinato
  5. Il 18% degli ospiti accolti ha ottenuto un contratto di lavoro a tempo indeterminato
  6. Il 59% degli ospiti accolti ha svolto una attività di volontariato.

Evidenze dell'efficacia del progetto

I seguenti indicatori mostrano l’efficacia del progetto (sul totale dei presenti in struttura da 14 mesi o più):

  1. Il 91% degli ospiti accolti ha ottenuto il titolo di diploma secondario inferiore
  2. Il 59% degli ospiti accolti ha ottenuto un titolo di formazione professionale
  3. Il 59% degli ospiti accolti ha svolto un tirocinio professionale
  4. Il 64% degli ospiti accolti ha ottenuto un contratto di lavoro a tempo determinato
  5. Il 18% degli ospiti accolti ha ottenuto un contratto di lavoro a tempo indeterminato
  6. Il 59% degli ospiti accolti ha svolto una attività di volontariato.

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